
Chi pensasse che l’effetto educativo del gioco del calcio si protraesse solamente per la durata dei canonici 90 minuti di gioco più recupero, avrebbe da ricredersi nello scoprire l’impatto che il progetto “WE Football – Women Empowerment in Football” ricopre sull’intera quotidianità di una ragazza che gioca a calcio dall’altra parte del mondo.
Per conoscere meglio questa storia dobbiamo prepararci a conoscere la WeFootball Academy di Kisumu, regione lacustre del Kenya che si affaccia sul Lago Vittoria e che è casa di numerose ragazze che rincorrono i propri sogni attraverso il calcio.
Ma non crediate che si parli di goleador, di VAR né tanto meno di calciomercato, ma di vera vita per un centinaio di ragazze che vivono nello slum di Manyatta, dove grazie al progetto “WE Football – Women Empowerment in Football”, progetto realizzato con i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese, è stato possibile favorire l’empowerment femminile.
Il contesto in cui ci troviamo presente gravi disuguaglianze di genere che appaiono evidenti già nei primi anni di vita, dove le bambine rivelano numerosi ostacoli ad accedere anche ai benché minimi svaghi e dove le prospettive si rivelano presto piene di precoci responsabilità e non immuni a violenze ed abusi. Ecco perché il calcio costituisce una valvola di sfogo incommensurabile ma nello stesso tempo anche un fattore educativo che si rivela tanto innovativo quanto efficace.
I fondi Otto per mille della Chiesa Valdese hanno permesso di garantire a 100 ragazze l’accesso ai “dignity kits”, composti da beni di prima necessità alimentare, igienica ma anche materiale scolastico necessario allo studio. Un impatto significativo, dedicato a coloro che hanno frequentato durante l’anno i corsi sportivi promossi dall’associazione The Small Now in maniera gratuita e diffusa.
Un vero esempio di calcio oltre il risultato, dove ogni sessione di allenamento non si conclude solo con la partitella, ma anche con un momento di riflessione su come gli esercizi appena svolti in campo possano tornare utili nella vita quotidiana. Allora si scopre come il calcio di rigore non è altro che una metafora delle sfide quotidiane, il passaggio un atto di fiducia e lo smarcamento corrisponde all’incessante tentativo di migliorare se stessi.
Un attacco vincente, quello promosso da The Small Now APS e l’Otto per mille della Chiesa Valdese che con il progetto “WE Football – Women Empowerment in Football” hanno fatto centro, segnando un goal che rimarrà per sempre, nel presente e nel futuro delle ragazze coinvolte.






